approccio di psicoterapia cognitiva utilizza spesso e per vari scopi tecniche immaginative per esplorare nuove possibilità, per fronteggiare in modo adattivo situazioni ansiogene o fobiche, o per sviluppare, attraverso esperienze metaforiche con il supporto di una relazione terapeutica "sicura", una narrativa coerente riguardo eventi di vita percepiti o vissuti come traumatici. L'immaginario è un processo cognitivo con funzione di rappresentare virtualmente qualcosa che non può essere vista o sperimentata direttamente. Le immagini mentali possono coinvolgere uno o più sensi: la vista, l'udito, il tatto, il gusto, l'olfatto, il movimento ed il senso propriocettivo, o di sé. Specialmente per fronteggiare eventi ansiogeni o traumatici, in terapia sembrano più utili metodi che uniscono le funzioni immaginative a stati di rilassamento. Ancora più efficaci possono essere quei metodi che, durante l'esperienza immaginativa e nello stato di rilassamento, sollecitano anche risposte sensoriali ed emotive, ad esempio mediante l'ascolto di brani musicali.
Nell'immaginario, l'individuo rappresenta il suo vissuto mediante simboli e metafore che possono includere modi di costruire sé e le relazioni interpersonali, strutture di pensiero, stili di vita. Quindi nella situazione terapeutica, immagini metaforiche costituirebbero il collegamento diretto con costrutti di pensiero sovraordinati che possono organizzare e mantenere disturbi e sofferenze. Sperimentare consapevolmente il disagio derivato da costruzioni inadeguate della propria realtà, ne facilita la messa in discussione ed il loro cambiamento nella terapia.

na larga diffusione a livello mondiale ha il metodo di Guided Imagery and Music - GIM, basato appunto su rilassamento, immaginario e ascolto di brani di musica classica, appositamente predisposti in programmi studiati per consentire esperienze differenziate a secondo le necessità e gli obiettivi da raggiungere per ciascun cliente. La durata di una seduta di GIM oscilla da un'ora e mezza a due ore circa. Questo metodo può essere utilizzato in sedute individuali e/o di gruppo. Ai partecipanti è richiesto di avere capacità immaginativo-simboliche e non essere disturbati dall'ascolto di musica classica.

el caso di lavoro individuale, ogni incontro si apre con un dialogo tra cliente e terapeuta (Guida o Facilitatore) tendente a delineare una situazione, un'emozione, ecc. su cui incentrare il lavoro della seduta. Segue una fase di rilassamento e di concentrazione dell'attenzione del cliente su un oggetto, un luogo, ecc. A questo punto, il terapeuta avvia la musica, parte centrale dell'esperienza. Durante questa fase, avviene un dialogo continuo tra il cliente ed il terapeuta, in modo che i due possano condividere e penetrare profondamente nell'esperienza, con un'attenzione costante al comportamento, al contesto e alle situazioni immaginate dal cliente, alle sue sensazioni ed emozioni ed alle loro modificazioni, all'evolversi dei suoi pensieri nel prendere scelte e decisioni in maniera autonoma. Il dialogo conclusivo, dopo l'ascolto, permette al cliente di associare "significati" personali a immagini, emozioni, in modo da favorire l'acquisizione di competenze autoriflessive e metacognitive necessarie per costruire una narrativa coerente di sé. Talvolta ricordi sbiaditi e banali riacquistano, con la musica, quei toni emotivi intensi dell'esperienza vissuta originariamente, in modo da fornire alla propria storia quei tasselli mancati per la propria identità. Il ruolo del Facilitatore è di essere costantemente attento e responsivo, per dare sostegno al cliente affinché sia maggiormente in contatto con sé e scopra risorse per fronteggiare anche situazioni ansiogene o traumatiche. L'attenzione, concentrata e mantenuta costantemente sulle proprie sensazioni, emozioni, pensieri, immagini, ecc. è la via d'accesso ad ogni processo cognitivo superiore (percezione, memoria) e permette l'emergere della coscienza di sé come unità fisico - psichico - spirituale in interazione con l'ambiente.

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